Ricetta tortellini al prosciutto Pata Negra e parmigiano

DESCRIZIONE RICETTA DI TORTELLINI AL PROSCIUTTO PATA NEGRA:

una ricetta tipica della tradizione emiliano-romagnola, in particolare in questo periodo di feste, buonissimi, gustosi perfetti sia in brodo che asciutti

FASE 1

farina 600 grammi
6 uova
un pizzico di sale.
prosciutto pata negra a fette, 150 g
parmigiano grattugiato, 90 g
ricotta di mucca, 250 g
pepe
noce moscata

FASE 2

tagliate grossolanamente le fette di prosciutto pata negra e mettetele nel bicchiere del mixer assieme al parmigiano e frullate fino a tritare molto finemente il prosciutto. Trasferite in una ciotola e unite la ricotta, una macinata di pepe e un pizzico di noce moscata, mescolate amalgamando bene. Tenete il ripieno da parte.
Sul piano da lavoro fate la fontana con la farina, sgusciatevi al centro le uova, unite un pizzico di sale e cominciate a sbatter le uova con una forchetta, poi unite man mano la farina dai bordi, cominciate dunque ad impastare, (aggiungete un goccio d’acqua se dovete legar meglio la pasta o poca farina se risulta appiccicosa) formando una palla liscia e omogenea. Ponete la pasta in un sacchetto di carta o copritela con un panno e fatela riposare dieci minuti. Trascorso questo tempo infarinate il piano da lavoro e stendete la pasta col mattarello in una sfoglia piuttosto sottile (cercate di non infarinare troppo per evitare che secchi in fretta ). Tagliate la sfoglia con la rotellina tagliapasta in strisce larghe circa 5 cm, ricavate poi da ogni striscia dei quadretti di 5 cm x 5cm. Riprendete il ripieno e con esso riempite tutti i quadretti mettendo al centro di ognuno mezzo cucchiaino di ripieno.  Per ogni quadretto procedete così: ripiegate un angolino su un altro in diagonale, formando un triangolo, schiacciate i bordi, ripassateli con la rotellina tagliapasta e unite tra di loro i due angoli alla base del triangolo. Ed ecco pronti i vostri tortellini!

Si dimostrano i benefici cardiovascolari del prosciutto iberico bellota

 

Sono stati conclusi due studi in seno all’Unità Endoteliale e di Medicina Cardio-metabolica dell’ospedale Ramón y Cajal, diretti da José Sabán. L’obiettivo dell’investigazione era quello di mostrare i benefici del consumo regolare e moderato di prosciutto iberico bellota a livello delle infiammazioni, dello stress ossidativo e della funzione endoteliale.

Prosciutto Iberico Pata Negra Bellota
A tal fine sono stati scelti circa un centinaio di soggetti sani, con un’età compresa tra i 25  e i 55 anni, con una media prossima ai 40, che hanno consumato 50 g al giorno di prosciutto iberico spagnolo durante sei settimane.

I risultati dimostrano che il consumo regolare di prosciutto iberico ha migliorato la funzione endoteliale degli individui oggetto dello studio, associata a benefici cardiovascolari. Questo effetto benefico è collegato con il contenuto ricco in polifenoli ed acidi grassi monoinsaturi del prosciutto iberico, già che si tratta di potenti antiossidanti ed antinfiammatori a livello vascolare.
Il consumo moderato non ha fatto ingrassare i soggetti, né ne ha modificato il profilo lipidico, neanche quello dei trigliceridi. Si è scoperto che il jamón iberico ha ridotto la pressione arteriole come conseguenza del miglioramento del funzionamento endoteliale.
I benefici endoteliali e sulla tensione sono rimasti fino a 6 settimane dopo il periodo di consumo del jamón, grazie al’“effetto memoria”. Questo risultato, un obiettivo secondario dello studio, è stato considerato dagli investigatori come di straordinario valore, per il fatto di non essere stato descritto precedentemente.

Gli otto dubbi piú frequenti sul prosciutto iberico spagnolo

Il prosciutto iberico è uno dei piatti più rappresentativi della gastronomia spagnola. Acclamato in mezzo mondo, aziende nazionali hanno esportato questo prodotto a zone lontane come Cina, Giappone o Russia. Sono molte le leggende che girano intorno a questo prodotto così spagnolo. Ce ne parla l’esperto Enrique Tomás.

Il jamon è uno dei prodotti spagnoli più richiesti al di fuori della nostre frontiere. Secondo i dati pubblicati dal Consorzio del prosciutto Serrano Spagnolo, i produttori nazionali di questo esportano in un anno circa 30.000 tonnellate di jamon a Paesi dell’Unione Europea e ad altre grandi economie mondiali.

I maggiori mercati sono Germania, Francia e Portogallo, mentre altri Paesi come Mexico, Cina, Giappone e Stati Uniti richiedono sempre di più questo prodotto con sigillo “Marca España”.

Anche se il suo sapore e le sue qualità principali sono conosciuti in tutti gli angoli del pianeta, esistono tuttora varie incognite per quanto riguarda il taglio, la stagionatura, le caratteristiche…

L’imprenditore catalano Enrique Tomás si é proposto, nel suo libro “Grande bugie sul jamón” sfatare i miti che esistono prosciutto iberico.

I suoi 30 anni e più dedicati ad un’attività quasi esclusivamente dedicata a questo gioiello della gastronomia spagnola lo rendono uno dei maggiori esperti in questo campo.

jamon_pata negra

Le 8 grandi incognite

Enrique Tomás cerca, con la pubblicazione di quest’ opera, risolvere i dubbi che da decenni il consumatore comune si pone a proposito di questo prodotto.

Pieno di consigli partici su come valutare, comprare, conservare e consumare il jamon, il grande ingresso è la spiegazione di questi miti e legende intorno a quest’ elemento chiave della nostra cucina.

Queste sono alcune delle verità che sostiene e i miti che sfata l’esperto:

Esiste il prosciutto di bellota?

Questa è per l’autore una delle bugie più grandi che circolano sul prosciutto iberico. “Un maiale morirebbe se dovesse mangiare solamente ghiande”, afferma. Per riassumere, quando un animale non è uscito ai pascoli e si è alimentato con mangime, si chiama maiale iberico di mangime. Si chiama “jamón de bellota”, spiega, il jamón risultante da un maiale con alto percentuale di purezza di razza, il quale ha passato la ultima tappa della sua vita in libertà. Concretamente, tra i mesi di ottobre e marzo, approssimativamente. Si chiama così perché si alimenta di tutto ciò che ivi ha trovato: erbe selvatiche, ghiande ed altri prodotti autoctoni della zona.

— Tutti i maiali sono di zampa nera (Pata Negra)?

“Per cominciare non è la zampa che è nera”, precisa. Un altro errore è fidarci dello zoccolo, si è nero o no. Anche se é comune nei prosciutti iberici, non è  imprescindibile. Il miglior prosciutto iberico di bellota del mondo potrebbe non avere lo zoccolo nero né un solo colore scuro nella zampa.

— Due allo stesso tempo di uno?

Ci sono fabbricanti che hanno voluto accelerare il processo con l’idea di fabbricare due prosciutti nello stesso lasso di tempo di uno, con la convinzione che così facendo stiano ammortizzando l’investimento con maggiore rapidità. L’autore si dimostra secco a proposito di questa leggenda. “Vi assicuro che il risultato non è lo stesso. Non c’entra niente”.

— È buono il grasso del prosciutto iberico?

È diretto anche con questa domanda. “No”, afferma ed aggiunge che anche se il jamón deve avere il grasso attaccato alla carne parliamo di grasso in eccesso, che serve solamente per proteggere il jprosciutto.

In definitiva, il jamón deve avere grasso, però non è sano consumarlo. Diciamo che il grasso è buono perché, se dovessimo toglierlo, il prodotto sarebbe più caro ed aumenterebbe il prezzo, afferma.

Differente é il caso del grasso che appare dentro del prosciutto, che si può consumare, anche se lo sconsiglia per tutto il resto.

— Per mantenere il prosciutto iberico una volta tagliato, va coperto con uno strato di grasso?

Anche se confessa di averlo consigliato in alcune occasioni, adesso rettifica e afferma “ non lo facciano di nuovo”. È meglio buttare il grasso e utilizzare un panno che non liberi peluria per coprire il prosciutto. L’unico obiettivo di tapparlo è quello di evitare che riceva luce e che resti il meno possibile esposto all’aria.

— È meglio tagliare il prosciutto iberico con il coltello o con la macchina?

“Qualora dovessero offrirlo nei due modi durante un assaggio al buio, non se ne accorgerebbe nessuno”, confessa. “Io stesso l’ho verificato molte volte e con tutti i tipi di persone”.

— Quanto tempo deve passare tra tagliare e mangiare il prosciutto iberico?

La cosa migliore é mangiarlo appena tagliato, consiglia. Attenzione: se lo mettiamo su un piatto e poi nel frigorifero, roviniamo tutto. Sconsiglia assolutamente, una volta tolto dal freddo, scaldarlo nel microonde. Non bisogna farlo “mai” L’unico risultato é alterare in dieci secondi un processo naturale, solamente per dare un’immagine fasulla.”

 È caro il prosciutto iberico Pata Negra?

“Il prosciutto che non da piacere sì, è caro”, segnala Enrique Tomás. Nessuno compra il “jamón” per sfamarsi , è semplice, spiega, per concludere “ mi vengono alla mente mille panini fantastici piuttosto che un panino di prosciutto che non da piacere”.

Il prosciutto iberico bellota di Domecq, un prosciutto di Oscar

Un prosciutto ibérico pata negra ha travolto tutti nel corso degli ‘Oscar del mondo culinario’

Prosciutto Iberico Domecq

Il prosciutto di bellota 100% ibérico Pata Negra di Juan Pedro Domecq é stato premiato per la quarta volta negli ultimi 6 anni con i massimi voti dalla giuria dei premi Great Taste, il che lo rende senza dubbio uno dei migliori al mondo. Non si possono sbagliare 400 giudici.

Quelli che si conoscono già come gli ‘Oscar del mondo culinario’, che organizza dal 1995 il Guild of Fine Food britannico, hanno premiato con tre stelle durante l’edizione di quest anno il prosciutto di bellota 100% ibérico Pata Negra di Juan Pedro Domecq, convertendolo cosí nel re nella sua categoria, essendo l’unico che ha raggiunto la massima distinzione tra tutti i partecipanti al concorso.

premi Great Taste sono i piú importanti ed affidabili tra tutti quelli destinati al mondo degli alimenti e delle bibite gourmet. Tutti gli anni un gruppo di 400 esperti –tra i quali si trovano 40 giornalisti specializzati nella gastronomia che prendono nota dei commenti dei giudici- impiegano circa due mesi per valutare i 10.000 prodotti presentati al concorso.

Per la quarta volta – la terza consecutiva-, il prosciutto di bellota 100% ibérico Pata Negra ha conquistato la giutia britannico. “Dolci accenni di caramello si mischiano in armonia con il prosciutto scuro e stagionato e con accenni di noci che durano nel palato ” proclamava la nota di assaggio ufficiale resa pubblica dopo la premiazione, nella quale si elogiava anche il profondo colore rosso perlato del vellutato grasso bianco del prosciutto.

Como tagliare un prosciutto iberico “Pata Negra”

Tagliare un prosciutto iberico “Pata Negra” sembra una cosa insignificante, tuttavia farlo bene rafforza il sapore dell’alimento.

 

Tagliare Prosciutto Iberico pata negra

Qualsiasi prodotto di qualità presenta una serie di fattori che lo rendono differente dagli altri alimenti, come per esempio il modo di tagliare il prosciutto iberico de bellota. Sembra un dettaglio insignificante, pero nella realtà è fondamentale e aiuta ad apprezzare meglio l’alimento. Per fare in modo che tutti imparino a tagliare il prosciutto iberico Spanishtaste.it ci da una serie di consigli.

È importante collocare correttamente il prosciutto sul supporto dirigendo lo zoccolo verso l’alto. Il supporto deve essere sistemato per far sì che la persona che eseguirà il taglio no debba fare movimenti bruschi né forzati. Si consiglia anche che non ci siano oggetti che possano disturbare nelle vicinanze. Non bisogna dimenticare di controllare la sicura del supporto e che il prosciutto sia tenuto ben fermo.

Dopo di che c’è da spellare il prosciutto iberico, rimuovendo tutto il grasso esterno, fino ad arrivare quasi alla carne –circa un centimetro di grasso-. Allo stesso modo, é bene togliere le zone con muffa al fine di non rovinarne il gusto. Per ottenere un sapore migliore Spanishtaste.it afferma che non é necessario togliere tutto il lardo dalle parti laterali, perché così facendo accompagnerà ogni fetta. È consigliabile conservare delle parti del grasso esterno, quelle ritirate all’inizio, per collocarle sulle zone aperte una volta terminato di tagliare il prosciutto, per evitare che si secchino.

Quanto più fini sono le fette, tanto meglio. I tagli devono essere effettuati sempre in un senso, quello dell’asse del prosciutto, ossia in direzione contraria allo zoccolo. Si inizia a tagliare dalla parte superiore, avvicinandosi all’osso. I tagli non possono essere bruschi, al contrario devono essere dritti e dolci. Man mano che ci si avvicina all’osso dell’anca del prosciutto, nella parte opposta allo zoccolo, bisogna utilizzare un coltello più piccolo per tagliare il più vicino possibile all’osso, senza tagliarne dei frammenti. Si continua questo stesso processo fino ad arrivare all’osso inferiore. Solamente una volta terminata questa fase si può girare.