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L’etichetta dovrà indicare la percentuale di purezza iberica, nel caso di animali 100% iberici, mentre dovrà specificare chiaramente quando non lo sono.
L’espressione “pata negra” si utilizzerà unicamente per quegli animali alimentati con ghiande 100% iberici di etichetta nera.

“Etichette” colorate.

Da oggi si distingueranno quattro denominazioni commerciali che si atterranno alla nuova normativa grazie a “etichette” di color:
Prosciutto bellota 100% Iberico
Nero, prosciutto bellota 100% iberico.

Prosciutto Bellota Iberico

Rosso, prosciutto bellota iberico.

Prosciutto Iberico Cebo de Campo

Verde, prosciutto cebo de campo iberico

Prosciutto Cebo Iberico

Bianco, prosciutto cebo iberico.

Il decreto, che non solamente riguarda il prosciutto ma anche la carne, la “paleta” e la “caña de lomo”, cerca di evitare la perdita di purezza degli animali. In questo senso, si è rafforzato il valore dell’albero genealogico, questo certificato sarà l’unico riconosciuto per attestare la purezza di razza. La norma, inoltre, pretende equilibrare gli allevamenti con la capacità dei pascoli e rafforzare i controlli di certificazione e l’adempimento dei criteri su età e peso per sacrificare l’animale.

Per quanto riguarda la crescita dei maiali nei pascoli, ci si riferisce in concreto al numero per ettaro di pascolo in funzione della superficie ricoperta da alberi (tra 0,25 e 1,25 maiali/ettaro).

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