Qualche giorno fa vi annunciavamo la notizia sul nuovo regolamento del maiale iberico che sta per uscire in Spagna. Parlavamo del lungo processo passato di elaborazione della legge, dovuto in parte ai problemi che ne sono comparsi del lato dei produttori, delle aziende e i commercianti del settore.
Parliamo concretamente di Castilla y León (centro-nord della Spagna), dove la consigliere di agricoltura della regione, Silvia Clemente, ha indirizzato una lettera al suo proprio ministero centrale, in cui si raccoglie la preoccupazione generale del settore al riguardo del nuovo regolamento. Si parla di “opposizione” ed “inquietudine” al settore, e dell’immienente chiusura di al meno l’80% delle aziende della regione (principalmente nella provincia di Salamanca), in caso la legge uscisse fuori finalmente com’è stata annunciata.
In questa regione, dove l’85% circa della produzione commerciale di prosciutto iberico si fa precisamente sotto la denominazione di suino iberico di cebo (mangime), non si vede di buon occhio né la proposta d’incrementare fino al 75% la purezza della razza (ora si fa sul 50% in tutta la regione), né l’obbligatorietà d’iscrizione dei genitori del maiale al Libro Genealogico.
Nonostante tutto, Clemente si mostra d’accordo con la riduzione delle quattro categorie di prima in due soltanto: Cebo (mangime) e Bellota (ghianda).

