Una donna su quattro vuole prosciutto iberico subito dopo il parto.

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Una donna su quattro vuole prosciutto iberico subito dopo il parto.   Dona Incinta Prosciutto Iberico

 

Quasi una donna su quattro (il 26,4%) desidera come regalo il prosciutto iberico immediatamente dopo aver dato alla luce, il che dimostra un cambio nella tendenza dei regali che abitualmente preferiscono le madri. Dietro l’apprezzato prodotto gastronomico si situano altri tipi di omaggi, come un trattamento di bellezza (12,6%) o un massaggio (11,4%).

 

Da uno studio reso pubblico dall’impresa della carne Navidul, realizzato su 600 madri spagnole, appaiono altri regali più tradizionali, come cioccolatini, fiori, una cesta di frutta o un peluche per il bebè.

 

Fiori e prosciutto

 

Per questo motivo, la citata impresa promuoverà i suoi prodotti alle donne che diano alla luce il 4 maggio, Festa della Mamma, con una quantità di prosciutto iberico corrispondente al peso del bambino. L’iniziativa potrebbe favorire circa 1250 madri, media nazionale giornaliera delle donne che danno alla luce. In Spagna, infatti, nascono circa 455.000 bambini all’anno, essendo i mesi di ottobre (40.000 nascite), agosto (39.250) e maggio (38.995) i mesi più prolifici, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE).

 

L’età media della maternità è aumentata fino ai 31,6 anni mentre il numero medio di figli si situa sui 1,32. Nonostante non ci sia base scientifica, queste preferenze nei regali post parto possono essere dovute al fatto che molte donne devono assumere alimenti cucinati ed evitare i prodotti crudi come il prosciutto iberico e il latte non pastorizzato durante la gravidanza, per non trasmettere al feto il parassita della toxoplasmosi, che può causare gravi danni al feto.

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Il prosciutto che mangiamo è realmente prosciutto iberico?

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Il prosciutto iberico (jamon iberico) , prodotto principale della gastronomia spagnola, è stato coinvolto in numerose truffe negli ultimi anni.

Le principali si riferiscono al fatto che si vendono come iberici molti prodotti che non derivano da maiali di razza iberica alimentati esclusivamente con ghiande (Bellota). Quest inganno suppone, in primo luogo, una truffa al consumatore, che paga un prezzo molto più elevato, mentre ha un impatto diretto sui produttori e sulla denominazione di origine, dato che devono competere con altri attori che assumono un costo minore per poter portare avanti la propria attività.

Costantino Martinez, analista indipendente del settore, rivela che i dati di macello del Ministero dell’Agricoltura mostrano che solamente un 5,5% dei maiali macellati in Spagna sono puri iberici alimentati esclusivamente con ghiande.
Questo significa che dei due milioni di maiali macellati durante lo scorso esercizio solamente 108.000 sono di razza iberica, per di più alimentati con ghiande in regime estensivo, il che significa che arrivavano ad ingerire ogni giorno fino a 8 kg di ghiande e 3 kg di erba.

Solamente il 5,5% dei maiali macellati sono di pura razza iberica alimentati con ghiande

Con la nuova normativa delle etichette si pretende evitare questo tipo di truffe. Da Spanishtaste.it puntiamo da anni all’insegnamento di tutto ciò che riguarda il prosciutto iberico, per far sì che i nostri clienti possano capire le differenze che esistono tra le differenti qualità e perché alcuni prodotti (bellota) abbiano un costo molto più elevato rispetto ad altri (cebo, recebo).

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I cinque migliori prosciutti iberici “Pata Negra”

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Prosciutti Iberici Pata Negra

Una delle prelibatezze della nostra gastronomia é il prosciutto iberico, proveniente da maiali allevati in libertà nei pascoli ed alimentati esclusivamente con ghiande, che lo rende differente dal resto.
Non esiste aperitivo, pranzo o celebrazione nei quali non appaia un piatto di prosciutto, chiave della dieta mediterranea.
Per gli amanti del prosciutto, esistono diversi tipi degni di riconoscimento. Son questi i cinque migliori prosciutti iberici.

 Cinco Jotas. Questa casa di prosciutti esiste da 130 anni. Il suo segreto é prima di tutto la purezza della razza, che in tutti questi anni non ha subito incroci; gli animali, inoltre, vengono allevati in libertà nei pascoli del sud-est peninsulare nella Sierra Morena, nonché alimentati unicamente a base di ghiande. Il prezzo di un prosciutto di 6 kg è di 450 Euro, mentre quello di una paleta iberica di 4-5 kg costa circa 140 Euro.

Joselito Gran Reserva. Un prosciutto fino, invecchiato 36 mesi, proveniente da maiali allevati nei pascoli ed alimentati con frutti del campo che dipendono dal clima. Non contengono conservanti, né glutine, né lattosio, con un colore che oscilla tra il rosso vivo e il rosa. Un prosciutto dal sapore morbido, che cuochi esperti come Ferrán Adriá considerano come uno dei migliori del mercato. Il prezzo di un prosciutto di 7 kg può oscillare tra i 450 e i 530 Euro.

Sánchez Romero Carvajal. Con più di 130 anni di attività, questa casa di prosciutti onubense si prende cura e coccola i maiali in maniera squisita, misurando i loro passi e facendo in modo che i maiali si abituino ad una rutina di buona alimentazione e vita salutista camminando tutti i giorni, nonché garantendo la purezza della razza. Il prezzo è di circa 300 Euro per un prosciutto di 7 kg.

 Monsalud, iberico puro alimentato con ghiande. Centenari e provenienti dall’ Extremadura, questi maiali possiedono la Denominazione d’Origine Dehesa de Extremadura e crescono nei monti di Montanchez, dove le condizioni climatiche fanno sí che i prosciutti siano unici e dipendano dal tempo. Controllati uno ad uno ed elaborati individualmente, producono annualmente solamente 3.500 maiali di razza iberica. Il prezzo di un prosciutto di 6 kg è di 365 €.

Pedro Nieto. Denominazione d’Origine Guijuelo. Questi prosciutti sono elaborati durante un lungo processo, che insieme al clima, al terreno, alla temperatura e alle innovazioni tecnologiche, ottiene un prosciutto ottimo che mantiene il caratteristico sapore e colore, roseo e con la parte grassa dorata. Il prezzo di un prosciutto di 7 kg é di 300 €.

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La Covap adatta i suoi prodotti iberici alle etichette che contraddistinguono la qualità

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La cooperativa apporta il 20% del totale della produzione nazionale di prodotti iberici puri.

 

Prosciutto Iberico Covap

La Covap si è già preparata per applicare la nuova normativa. A partire dal prossimo mese di aprile, periodo in cui la cooperativa lancerà la nuova gamma di prodotti, le etichette saranno adattate a quello che dicono le nuove Leggi Statali. <<Danno maggiore qualità e semplicità, proteggono e rafforzano valori così importanti come la tracciabilità dei prodotti dall’origine e la trasparenza dell’informazione ai consumatori>> assicura il Direttore Commerciale di Covap, Miguel Bermejillo, sulla nuova norma di qualità, disegnata per rendere il mercato più chiaro al consumatore.

<<la Covap lavora costantemente affinché tutti i suoi processi produttivi si attengano ai livelli di chiarezza, trasparenza e tracciabilità esatti dalla nuova norma>>, spiega la cooperativa in un comunicato.

La normativa, contro la quale ha fatto ricorso Castilla e Léon, mantiene la etichetta nera, corrispondente ai prodotti derivanti dal bestiame alimentato unicamente con ghiande, denominati “Pata Negra”. La Covap si é sempre portata a favore di una normativa che rendesse piú chiaro lo scenario per i consumatori.

I prodotti della cooperativa rappresentano quasi il 60% degli articoli che portano la Denominazione di Origine Los Pedroches e i suoi prosciutti, soprattutto quelli “Alta Expresión”, sparsi per il mondo intero, del quale Cina e Stati Uniti rappresentano le principali sfide per agricoltura e allevamento negli ultimi anni.

Prosciutto bellota 100% Iberico

Gli articoli de Los Pedroches di distingueranno con un sigillo di diverso colore secondo quanto stabilito: nero per i prodotti bellota 100% iberici, rosso per i bellota iberici e verde per i “cebo de campo” iberici.

<<Il miglioramento delle etichette, che ha come obiettivo quello di evitare confusione nel consumatore con rispetto alla denominazione dei prodotti, costituisce uno dei pilastri fondamentali della nuova regolazione>>, aggiunge il comunicato della cooperativa. <<La nuova norma di qualità rafforza il ruolo del libro genealogico, il quale aiuterà a preservare la purezza della razza>> continua lo scritto, che afferma che la Covap <<difende da decenni un ecosistema ineguagliabile>>.

<<I suoi allevatori producono ogni anno nei migliori pascoli andalusi il 20% del totale nazionale dei maiali alimentati unicamente con ghiande 100% iberici. Un prodotto unico, esclusivo e scarso per il quale la nuova normativa ha limitato l’uso del termine “pata negra”>> segnala la cooperativa.

L’area di prodotti iberici della Covap é una delle grandi sfide della cooperativa, visto che nei bilanci contabili é quella che presenta i risultati peggiori. Nonostante ciò, la Covap possiede un moderno mattatoio omologato per esportare i prodotti ai mercati internazionali più esigenti, il che permette l’esportazione dei suoi prosciutti ai due giganti già menzionati, Cina e Stati Uniti.

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Il Prosciutto Iberico: le regole dell’autentico “Pata Negra”

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Un nuovo regolamento elimina il “recebo” come denominazione commerciale e rafforza
le esigenze di qualità del prosciutto iberico “Pata Negra

 

Prosciutto Iberico "Pata Negra"

Foto: Le diverse “etichette” che distingueranno le differenti denominazioni di 
prosciutto iberico.

 

Terapia d’urto per recuperare “la nave vascello simbolo della nostra gastronomia”. Così lo qualificò il Ministro dell’Agricoltura, Alimentazione e Ambiente spagnolo, Miguel Arias  Cañete, durante la presentazione in seno al Consiglio dei Ministri della nuova riforma di qualità, che cerca di migliorare l’informazione al consumatore attraverso l’etiquetta e la presentazione, così come un maggiore rigore e controllo della qualità del prodotto.

A partire dall’entrata in vigore del decreto approvato ieri, ci saranno solamente tre denominazioni di vendita, rispetto alle quattro esistenti oggi: “de bellota”, “de cebo de campo” e “de cebo”. Si elimina quello che fino ad ora era conosciuto come “recebo”.
L’etichetta dovrà indicare la percentuale di purezza iberica, nel caso di animali 100% iberici, mentre dovrà specificare chiaramente quando non lo sono.
L’espressione “pata negra” si utilizzerà unicamente per quegli animali alimentati con ghiande 100% iberici di etichetta nera.

“Etichette” colorate.

Da oggi si distingueranno quattro denominazioni commerciali che si atterranno alla nuova normativa grazie a “etichette” di color:
Prosciutto bellota 100% Iberico
Nero, prosciutto bellota 100% iberico.

Prosciutto Bellota Iberico

Rosso, prosciutto bellota iberico.

Prosciutto Iberico Cebo de Campo

Verde, prosciutto cebo de campo iberico

Prosciutto Cebo Iberico

Bianco, prosciutto cebo iberico.

Il decreto, che non solamente riguarda il prosciutto ma anche la carne, la “paleta” e la “caña de lomo”, cerca di evitare la perdita di purezza degli animali. In questo senso, si è rafforzato il valore dell’albero genealogico, questo certificato sarà l’unico riconosciuto per attestare la purezza di razza. La norma, inoltre, pretende equilibrare gli allevamenti con la capacità dei pascoli e rafforzare i controlli di certificazione e l’adempimento dei criteri su età e peso per sacrificare l’animale.

Per quanto riguarda la crescita dei maiali nei pascoli, ci si riferisce in concreto al numero per ettaro di pascolo in funzione della superficie ricoperta da alberi (tra 0,25 e 1,25 maiali/ettaro).

Si regolano anche le installazioni, alle quali si esige una maggiore superficie minima per la crescita degli animali negli allevamenti (2 metri quadrati minimo per animali con più di 110 kg di peso).

Secondo Arias Cañete la norma del Governo anteriore aveva “rilassato” i criteri di qualità mentre le denominazioni commerciali erano troppo confuse. In questo senso, fece presente, questa confusione ha provocato la sparizione del 70% dei capi iberici tra il 2008 e il 2012 (da 517000 a 143000 maiali iberici sacrificati), una circostanza ancora più grave nel caso del maiale iberico allevato al 100% con ghiande (da 20000 a 3116 sacrificati).

D’altro canto, fece presente, la nuova normativa approvata ieri <<accoglierà tutti>>, quelli che producono nei grandi pascoli così come gli industriali, <<senza espellere nessuno dal sistema>>.

Il Ministro spiegò che << fu considerato conveniente risaltare l’importanza dell’alimentazione degli animali per la qualità dei prodotti iberici, specialmente nei casi in cui gli animali sono stati alimentati a base di ghiande (bellota) rispetto a quelli cresciuti negli allevamenti intensivi>>.

A tal fine, è stato cambiato l’ordine nella denominazione di vendita, mettendo per primi l’alimentazione e il trattamento che hanno ricevuto.

Normativa prosciutto iberico

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